Il disastro dell'Asia minore e le strategie imperialistiche nel mediterraneo orientale

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Il presente libello, che la Sotiriu dice di aver tirato fuori da un cassetto -  “un po’ trasandato e privo di revisione, proprio come un piccolo profugo, nascosto in posti in cui molte delle mie carte erano rimaste sepolte durante i sette anni di tirannia”-  si profila come una raccolta di appunti a carattere giornalistico sulle delicate questioni storico-politico-militari che hanno animato i tragici fatti della infelice campagna greca in Asia Minore nel primo dopoguerra.

Nel testo si colloca in qualche modo l’idea che è alla base delle responsabilità di quella iattura: l’imperialismo con i suoi disegni e implicazioni politico-economiche e capitalistiche.  Diciamo subito che fra le varie teorie dell’imperialismo, Sotiriu sembra adottare quella leninista per cui il fenomeno viene considerato il prodotto del moderno Stato nazionale, frutto di un nazionalismo potenzialmente aggressivo, allorquando la spinta nazionalistica, che originariamente assume quasi sempre un carattere liberale e anti-imperialistico, esaurisce la propria azione e comprende che i vantaggi conseguiti sono scarsi, cambia direzione e diventa imperialismo, sviluppando aggressive ambizioni espansionistiche e di investimento di capitale verso economie sottosviluppate. 

Sotiriu, senza mezzi termini, stigmatizza la politica filoamericana, mascherata dietro istituzioni di salvaguardia degli equilibri democratici internazionali (si noti il richiamo all’ex Segretario di Stato americano  Henry Kissinger [1923-]e a Hubert Luns [1911-2002], Segretario generale della NATO dal 1971 al 1984, impegnato nelle politiche di disarmo) nei riguardi di Cipro, ridotta – per così dire – a non più di una “riserva indiana”!

49 Articoli

Scheda tecnica

Autore
Didò Sotiriou
Pagine
228
ISBN
9786185752217
Collana
Saggi & Critici
Numero della serie
26